Storia
17 set 2026

L'espulsione di Macklemore trasforma un tour di Ed Sheeran in un banco di prova per il discorso politico

L'estromissione di Macklemore dal tour di Ed Sheeran si è trasformata in uno scontro più ampio su protesta, antisemitismo e potere aziendale, con gli artisti di supporto che si ritirano e il rapper che promette 1 milione di dollari agli aiuti per i palestinesi.

Quello che doveva essere un tour di concerti commerciale è diventato uno scontro pubblico su chi abbia il diritto di parlare, chi possa decidere cosa oltrepassi il limite e se i luoghi di intrattenimento possano rimanere politicamente neutrali.

La copertura conservatrice ha sottolineato la reazione negativa contro Ed Sheeran e il proprietario dei Patriots Robert Kraft, descrivendo l'episodio come una risposta punitiva alle dichiarazioni filopalestinesi di Macklemore. Un articolo ha evidenziato il boicottaggio dei concerti di Sheeran da parte della deputata Alexandria Ocasio-Cortez e le sue critiche a Kraft. Un altro si è concentrato sull'offerta di Dearborn di organizzare un concerto gratuito per Macklemore, sottolineando come l'estromissione del rapper sia diventata una causa politica al di là del tour stesso. Un terzo ha messo in risalto la promessa di Macklemore di donare 1 milione di dollari a organizzazioni benefiche palestinesi, sfidando Kraft a fare altrettanto.

La copertura liberale presenta un contrasto più netto: Sheeran ha cercato di mantenere pubblicamente una posizione neutrale, mentre Kraft e altri proprietari di stadi avrebbero reso impossibile la partecipazione di Macklemore. La disputa si è intensificata quando tutti e quattro gli artisti di apertura rimasti — Finneas, Aaron Rowe, Boega e Lukas Graham — si sarebbero ritirati per solidarietà.

Macklemore ha presentato la sua donazione come un modo per riportare l'attenzione su Gaza, scrivendo che «le vite palestinesi meritano di essere protette» e che «una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita su questa terra». Kraft, al contrario, ha dichiarato che il divieto rifletteva le «recenti azioni» di Macklemore e una «lunga storia di retorica e immagini antisemite» che, a suo dire, ferivano gli ebrei.

Colin Kaepernick ha inquadrato il conflitto come una questione di lavoro e potere, sostenendo che i proprietari della NFL stessero «cospirando apertamente» contro Macklemore e proteggendo «i loro interessi», «il loro potere» e «il loro denaro». Le versioni contrapposte concordano sul fatto che le conseguenze si estendano ormai ben oltre un singolo artista. Divergono invece sulla questione se le dichiarazioni di Macklemore rappresentino un impegno di principio, una retorica inaccettabile o una prova del controllo istituzionale.

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