Storia
11 ott 2026

Aggiornato il 12/10/2026

L’attacco all’aeroporto di Riyadh contrappone l’indignazione dei civili ai timori di una guerra statunitense più ampia

L’attacco missilistico all’aeroporto di Riyadh ha ucciso 12 persone e ne ha ferite più di 300, suscitando la condanna saudita e statunitense degli Houthi e intensificando il dibattito sulla possibilità che Washington venga coinvolta più profondamente nel conflitto regionale.

L’attacco missilistico all’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh ha trasformato un importante snodo civile nell’ultimo fronte del conflitto in espansione nel Golfo, causando 12 morti e più di 300 feriti. Ha inoltre acuito la disputa sulla necessità di una risposta militare—o sul rischio di trascinare gli Stati Uniti in una guerra più ampia.

Le ricostruzioni provenienti dall’intero spettro politico concordano sull’entità del bilancio umano. Le autorità dell’aviazione civile hanno dichiarato che tra i morti figuravano cittadini sauditi e cittadini stranieri, tra cui un americano, mentre le operazioni aeroportuali sono state sospese e i funzionari valutavano i danni. Un rapporto distinto ha anch’esso riferito di almeno 12 morti e più di 300 feriti, sottolineando l’eccezionale impatto dell’attacco sulla popolazione civile.

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita e i media di orientamento conservatore hanno presentato l’attacco come un atto deliberato di terrorismo da parte delle forze Houthi sostenute dall’Iran. La coalizione lo ha definito «un crimine di guerra a tutti gli effetti secondo il diritto internazionale umanitario consuetudinario», mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli aggressori hanno mostrato «un palese disprezzo per la vita dei civili innocenti». La dichiarazione di Rubio ha inoltre presentato l’incidente come un attacco al partenariato tra Stati Uniti e Arabia Saudita, promettendo che Washington era al fianco di Riyadh.

La ricostruzione più liberale ha sottolineato le stesse vittime, ma ha dato maggiore rilievo alle conseguenze: la chiusura dell’aeroporto, gli avvertimenti agli americani affinché evitassero il sito e la possibilità che l’attacco potesse estendere il conflitto. La risposta del presidente Donald Trump—«Potremmo» unirci agli attacchi sauditi, seguita da «Ci penseremo»—ha lasciato deliberatamente aperta la prossima mossa americana.

La condanna pubblica di Rubio ha rafforzato la posizione dell’amministrazione secondo cui gli Houthi sono terroristi, ma non ha risolto la questione strategica. La tensione centrale ora è tra punire un attacco che ha ucciso civili ed evitare una rappresaglia che potrebbe ampliare una guerra regionale già in espansione.