Storia
11 ott 2026
OpenAI afferma che la sicurezza conta mentre i ricercatori licenziati la accusano di fare quadrato
Tre ricercatori nel campo della sicurezza affermano che OpenAI li abbia puniti per aver collaborato con esperti esterni e indebolito la supervisione indipendente. L’azienda respinge questa interpretazione, difendendo i licenziamenti e insistendo sul fatto che il dibattito interno sui rischi dell’IA rimane essenziale.
La disputa di OpenAI con tre ricercatori nel campo della sicurezza licenziati mette in luce una frattura sempre più profonda: se la ricerca dell’azienda di un’IA potente possa coesistere con un controllo indipendente e con il dissenso al suo interno.
I ricercatori—Tomek Korbak, Jasmine Wang e Mikita Balesni—hanno annunciato il loro licenziamento dopo quello che hanno descritto come un conflitto sul modo in cui dovrebbe essere svolto il lavoro sulla sicurezza. Hanno suggerito di essere stati licenziati per aver collaborato con esperti esterni allo sviluppo di misure di salvaguardia, sollevando la più ampia preoccupazione che OpenAI stia diventando meno ricettiva nei confronti della supervisione indipendente e dei ricercatori che contestano le decisioni aziendali. 1
La loro versione presenta i licenziamenti come qualcosa di più di una disputa interna sul personale. L’accusa centrale è che OpenAI stia restringendo lo spazio per i controlli esterni proprio mentre i rischi associati a sistemi di IA sempre più capaci diventano più difficili da valutare dall’interno di una singola azienda. Un rapporto separato ha definito i licenziamenti una “violazione della fiducia”, sottolineando la gravità delle affermazioni dei ricercatori. 2
OpenAI ha offerto un’interpretazione nettamente diversa. L’azienda ha difeso i licenziamenti e respinto l’implicazione di essere contraria alla ricerca sulla sicurezza o al controllo esterno. Ha affermato che i dibattiti sulla sicurezza e sulla ricerca sono “altamente critici” per il suo successo, presentando il disaccordo come una parte necessaria del proprio lavoro anziché come una prova di un arretramento sul fronte della supervisione. 1
Le due posizioni coincidono su un punto: la sicurezza dell’IA rimane centrale. Divergono invece su chi abbia il diritto di definirla e su quanto apertamente l’azienda debba essere messa in discussione. Per i ricercatori, la collaborazione al di fuori di OpenAI sembra essere diventata rischiosa; per l’azienda, i licenziamenti non invalidano il suo impegno dichiarato a favore del dibattito. Questa contraddizione irrisolta è la vera storia—and una prova della capacità della cultura della sicurezza di OpenAI di resistere al controllo proveniente dall’esterno dei suoi confini aziendali.