Storia
12 ott 2026

L’indagine antitrust del DOJ trasforma lo scontro di Trump con la stampa in un banco di prova per il potere dei media

Il Dipartimento di Giustizia sta indagando per stabilire se le principali reti televisive abbiano coordinato illegalmente una sospensione temporanea della copertura del pool della Casa Bianca dopo che diverse testate avevano perso l’accesso. I sostenitori la definiscono una questione antitrust; i critici vi vedono una pressione del governo su una stampa già in difficoltà.

L’indagine del Dipartimento di Giustizia sulle principali reti televisive ha trasformato una disputa sull’accesso della stampa alla Casa Bianca in uno scontro più ampio sul coordinamento dei media, sul potere del governo e sui limiti della protesta.

L’inchiesta si concentra sulla sospensione temporanea della copertura da parte del pool della stampa televisiva dopo che l’amministrazione Trump ha vietato ai giornalisti di CNN, MS NOW e Politico l’accesso ad alcune aree del complesso della Casa Bianca. Le reti hanno successivamente ripreso la copertura a condizioni legate all’organizzazione che forniva il feed video condiviso. Il DOJ sta richiedendo comunicazioni e altro materiale, esaminando se l’azione coordinata abbia violato lo Sherman Act.

Dal punto di vista dell’amministrazione, la questione riguarda semplicemente il diritto della concorrenza. «I boicottaggi di gruppo tra concorrenti commerciali possono violare lo Sherman Act», ha dichiarato la portavoce del DOJ Emily Covington, sottolineando che la divisione stava ancora determinando se fosse stata violata qualche legge. La versione conservatrice mette inoltre in evidenza la giustificazione fornita dalle stesse reti: «Il pubblico ha un interesse fondamentale a ricevere informazioni accurate e indipendenti sul proprio governo», hanno affermato, sostenendo che nessuna amministrazione dovrebbe escludere un’organizzazione giornalistica perché non gradisce il suo lavoro.

La prospettiva liberale colloca l’indagine in un contesto diverso. Sostiene che la struttura del pool della stampa abbia da tempo concentrato il controllo sulla copertura televisiva della Casa Bianca e osserva che la testata alternativa Real America’s Voice ha sempre più spesso sostituito CNN durante gli eventi principali. Da questo punto di vista, l’inchiesta non è semplicemente una revisione antitrust neutrale, ma un’ulteriore escalation nella campagna dell’amministrazione contro le organizzazioni dei media critiche.

Entrambe le versioni concordano sulla sequenza centrale: le restrizioni all’accesso hanno preceduto il boicottaggio, un giudice federale ha temporaneamente ripristinato le credenziali delle testate escluse e le reti hanno agito collettivamente. Divergono nettamente sul significato. Il DOJ e i commentatori conservatori descrivono il coordinamento come potenzialmente anticoncorrenziale; i critici lo considerano una risposta difensiva all’esclusione politica e avvertono che l’uso dell’applicazione delle norme antitrust contro le organizzazioni giornalistiche potrebbe raffreddare ulteriormente la copertura indipendente.

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